|
Brunate è un piccolo borgo
di nemmeno 1800 abitanti che domina, da un’altitudine di 715 m,
la pianura sottostante e il ramo sud-ovest del lago di Como. Si trova
in provincia della città omonima, alla quale è collegata, oltre che da
una tradizionale strada asfaltata, dall’ormai famosa Funicolare.
Essa risale al 1894, anno in cui fu ultimata e poi inaugurata. La lunghezza
del tragitto, che presenta un dislivello di 493 m e una pendenza media
del 46%, è di 1.074 m, che vengono percorsi in circa sette minuti da ogni
vettura, capace di contenere 80 passeggeri seduti. Su richiesta, esiste
la possibilità di effettuare due fermate intermedie: a Como Alta e Carescione.
Dal piazzale della Funicolare si possono fare bellissime passeggiate.
In pochi minuti si giunge alla Fonte del Pissarrottino, da cui è possibile
ammirare il primo bacino del lago, Villa d’Este, Villa Erba e il
Monte Rosa. Oppure si può scendere a Como a piedi lungo due sentieri:
quello che costeggia la funicolare e quello, più suggestivo, che passa
per l’Eremo di San Donato, costruito nel XV secolo.
Se, invece, da Brunate si desidera salire, lo si può fare, con il bus
di linea o a piedi lungo la mulattiera, fino a San Maurizio, località
famosa della zona che dà il nome alla sagra che si tiene annualmente a
Brunate. Poco lontano si arriva alla Cima delle Tre Croci dove s’innalza
la Torre ottagonale (m. 29) del Faro Voltiano, costruita nel 1927 in occasione
delle celebrazioni del 1° centenario della morte di Alessandro Volta,
nato a Como e tenuto a balia a Brunate.
Un’altra passeggiata non faticosa ma interessante è quella fino
al monte Boletto, mentre se si ha più tempo (un’intera giornata)
ci si può incamminare verso il monte Piatto, i cui luoghi sono rinomati,
oltre che per le bellezze naturali, anche per l’interesse archeologico
degli avelli e della Pietra Pendula.

Le origini del paese si
ipotizzano come antichissime. Le prime attività umane iniziano con il
nomadismo, che poi si trasforma in un insediamento stabile caratterizzato
da agricoltura, pastorizia e, con l’aumento della produzione, da
scambi di prodotti.
Per quanto riguarda il toponimo, varie sono le interpretazioni: alcuni
fanno derivare il nome Brunate da prunear, paese nato tra i pruni.
Altri lo traggono, invece, dal celtico Brunear, villaggio oriente
o monte oriente. Un’altra teoria ancora lo vuole derivare da Brunnen,
fonte o paese della fonte; forse del Pissarottino?
Il consolidamento dell’impianto del territorio di Brunate ebbe inizio
con le invasioni celtiche, il che potrebbe anche far arguire la provenienza
celtica del nome del paese. Inoltre i menzionati reperti archeologici
evidenziano una cultura celto-ligure del IV e V secolo a.C. e che Brunate
era sede di vita organizzata. Dopo alcuni secoli nella sottostante pianura
si cominciarono a costruire capanne, fino a che i Romani risanarono il
suolo, fondando la città ed erigendo mura e torri. In quest’epoca
Como divenne in effetti una delle più importanti città dell’impero
anche grazie alla sua posizione strategica, che la rendeva centro delle
strade che portavano in Germania.
Dai verbali delle visite pastorali si rileva che più avanti, nel 1716,
Brunate aveva solo 164 abitanti, diventati 222 nel 1768. In poco più di
un secolo sarebbero aumentati di 300 unità. All’inizio del 1800
il paese era costituito da poche case e qualche villino, ma nella seconda
metà del secolo Brunate era già diventato un luogo di villeggiatura, grazie
al suo clima, alla sua posizione geografica e alle vedute panoramiche,
specie nelle mezze stagioni e d’estate. Inizialmente si accedeva
al paese attraverso una strada, ancora in parte sterrata e in parte acciottolata;
poi con l’industrializzazione dell’Alta Lombardia, che creò
nuove disponibilità finanziarie, e l’avvento della funicolare nel
1894, il trasferimento dei villeggianti divenne più agevole. Sorsero in
seguito le prime ville, in stile Liberty, per le quali ancora oggi Brunate
resta famosa, e i primi alberghi. Si moltiplicarono le iniziative per
rendere ancora più gradevole l’ospitalità estiva; erano così numerose
che si rese necessario coordinarle. L’ultimo sabato di luglio del
1895 sorse la “Pro Brunate”, un’associazione che assunse,
per un certo periodo, un ruolo insostituibile e glorioso nella vita ospitale
del paese, ma che cessò la propria attività al termine degli anni trenta
per poi ricostituirsi solo nel 1987 con il rinnovato nome di Pro Loco
Brunate.
In effetti, la fortunata stagione, che aveva fatto di Brunate un’importante
meta turistica, durò solo una cinquantina d'anni e iniziò gradualmente
a tramontare a partire dall'ultimo dopoguerra. Oggi nuove iniziative di
richiamo sono volte a ridestare l'attenzione per questo borgo, che ha
comunque saputo conservare il suo fascino grazie agli spettacolari punti
d’osservazione che lo contraddistinguono e alle ville d’epoca
che si possono ammirare all’interno di scorci panoramici suggestivi.
Si organizzano puntualmente concerti ed altri spettacoli di musica e danza,
prevalentemente all'aperto nei luoghi "storici" del paese, nelle
ville e nei giardini privati, che i proprietari mettono a disposizione
del pubblico per l'occasione.

¨ Sagra patronale
di S. Andrea: si svolge il 30 novembre e dura tre giorni, nel corso dei
quali si organizzano manifestazioni e una fiera di merci di vario genere
e si espongono prodotti gastronomici tipici.
¨
Sagra di S. Maurizio: è organizzata la terza domenica di settembre
dagli alpini ed è animata da giochi e gare sportive.
¨
Festa bulgara: si tiene prima della stagione estiva per volontà
del consolato bulgaro in memoria dello scrittore Pencio Slavejov.
|